Colgo l'occasione per salutare il 2012, con un pensiero alla figura e alla personalità di Vaclav Havel, poeta e presidente della Cecoslovacchia, simbolo della rivoluzione di velluto, dissidente anti-sovietico, scomparso il 18 dicembre scorso.
Per gli ideali di libertà e giustizia, che gli costarono anni di prigionia, testimoniati dalle famose "Lettere ad Olga", Havel fu uno dei principali fautori di una Unione Europea dove si voleva realizzare una "comunità", di destino, di valori, di vita, di attività
economica, di solidarietà sociale e di responsabilità, e dove il pensiero, gli interessi, e l'educazione potessero circolare liberamente in Europa.
Oggi, con la crisi di valori che stringe l'Europa, e non solo, tutto questo appare ancora lontano, ma ci resta l'obbligo di credere in quei valori in cui Havel ha creduto fino alla fine della sua vita.


Voglio lasciare, quindi, un mio piccolo contributo:

SOCRATES  
NELLA COSTRUZIONE DELL'IDENTITÀ EUROPEA
 

tesi scritta in occasione dell'esame finale per la Laurea in Pedagogia nel 2004 e dove, in un capitolo, sono raccolte le riflessioni di Vaclav Havel .

 

2 gennaio 2012