Prologo

 

 

Un Satiro Danzante emerge dalle acque profonde del canale di Sicilia nel Mediterraneo nel cuore di una notte di solstizio di inverno.

Per 24 secoli, il Satiro Danzante ha visto incrociarsi migliaia di vite e destini davanti ai suoi occhi di alabastro gialli nelle profondità degli abissi e sopra la superficie del mare attraversato da velieri, pescherecci e navi.

Il Satiro Danzante ha conosciuto Ermione, una Nereide, una ninfa del mare e del suo appassionato e contrastato amore con Tiberio. Pure lei come Selene, la madre di Dionisio, ha osato gustare il frutto proibito della conoscenza, ha voluto superare la soglia tra il finito e l'infinito e perciò andrà incontro ad una singolare metamorfosi. Il Satiro Danzante come il diavoletto Puck, folletto maligno, bugiardo e malizioso, giocherà con i sentimenti e le emozioni di Ermione e Tiberio, scherzerà sull'amore volubile ora serio ora faceto, ora intrigante e passionale, simboleggiando la mutevolezza dell'amore.

Il Satiro racconta la loro storia attraverso le voci del dialogo interiore tra Tiberio, imperatore romano famoso per la sua crudeltà ed Ermione, la sua amante segreta che vive nel mare e nella Grotta Azzurra e di cui lui solo conosce il segreto. La Grotta Azzurra, che sta proprio sotto la sua villa, Villa Jovis e al quale egli solo ha l'accesso mediante una scala sotterranea che gli permette di incontrarla. Ma Tiberio, Otello geloso, sospetta che la sua amante l'abbia tradito e per la sua gelosia la uccide. Le membra di Ermione si disperdono nella grotta e vengono assimilate agli elementi naturali: il suo pallido incarnato nel fondale di ghiaia fosforescente; le sue labbra rosse nel corallo; i suoi occhi turchini nei lapislazzuli delle acque azzurre, le sue lacrime bianche di neve nelle stalattiti, i suoi capelli corvini negli antri bui e nascosti della grotta. Finchè un giorno un raggio di sole illumina la Grotta Azzurra ed Ermione in musica si libra in volo e cavalcando un raggio di sole sopra il mare si trasforma in un arcobaleno. Tra le onde del mare, tra i cavallucci marini che fanno a cerchio, appare una grancevola che porta sul suo dorso, in dono a Tiberio, un bimbo il quale viene posto sopra una conchiglia colma di perle, di corallo e di turchesi nella Grotta Azzurra. Tiberio andando ogni giorno a visitare la Grotta Azzurra, veglia sul ricordo di lei nella memoria del loro amore, ora eterno e della loro passione inestinguibile e medita, con sofferta lucidità, sul senso della vita e della morte.

Segue la danza orgiastica del Satiro, delle Menadi e di Dioniso.

La riflessione poetica e filosofica si conclude e si apre un nuovo ciclo con l'apologia storica dell'archeologo al ritrovamento del Satiro Danzante nelle acque del Mediterraneo.